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n° 3 febbraio-marzo 2012: salute a tutti

l’editoriale
Diritto alla salute in deficit di equità
di Valeria Negrini
Cooperativa La Rete

Si chiamava Prospero una delle prime persone che sul finire degli anni ottanta venne ospitata in un alloggio protetto perché le condizioni di salute non gli permettevano più non solo di stare in strada, ma nemmeno al dormitorio. Di lui si occuparono le infermiere e le operatrici dell'associazione «La Rete» (il gruppo di volontarie che poi fondarono la cooperativa), che in quegli anni percorrevano le strade e i luoghi frequentati dai senza dimora. L'esperienza di quell'assistenza infermieristica itinerante approdò poco dopo alla creazione di un ambulatorio che prestava cure e assistenza nel quartiere del Carmine.

Già allora avevamo ben chiare due cose: che la salute è un diritto di tutti, anche di chi vive in mezzo a una strada, e che «stare bene» non è solo guarire o non avere una malattia.
Quell'idea di salute e di benessere tuttora muove il nostro operare quotidiano, oggi non più rivolto solo ai senza-dimora e agli emarginati gravi, ma alla fascia, sempre più ampia, di persone per le quali non è scontato - anche in una regione, come la Lombardia, a livelli eccellenti di assistenza sanitaria nel Paese - riuscire a «stare bene».
A noi appare chiaro che a tale riguardo, accanto alla responsabilità individuale circa i comportamenti e gli stili di vita, vi è una responsabilità della comunità e del governo locale, delle politiche da cui dipendono disponibilità e accessibilità dei servizi sanitari, sociali ed educativi, l’occupazione, la salvaguardia della rete sociale, la qualità dell'ambiente.
La salute è negata, oggi, da un ambiente sempre più inquinato, da un cibo sofisticato, da diffuse condizioni di disagio abitativo, ma anche da liste di attesa troppo lunghe nei servizi specialistici ambulatoriali pubblici (cui si contrappone l'immediata ma esosa disponibilità di quelli privati), da un rapporto con il medico di base sempre più burocratizzato. Ma soprattutto non stanno bene, oggi, gli anziani soli, le famiglie monogenitoriali o con più figli, gli stranieri con problemi di integrazione, le persone e le famiglie a rischio di povertà, chi ha un lavoro precario.

Al di là degli episodi di malasanità (che rimangono comunque isolati) e quelli di mala-gestione (al contrario non così sporadici) la cura della salute è ancora troppo slegata dai principi di equità, solidarietà e giustizia sociale.
Negli ultimi anni, allargandosi le diseguaglianze economico-sociali, si sono accentuate anche quelle relative alla salute, rivelando che l’universalità del sistema sanitario, di per sé, non è garanzia di equità. Anche sistemi sanitari universalistici come il nostro, infatti, benché garantiscano ai cittadini la copertura sanitaria di base e di emergenza, non li proteggono dal rischio di diseguaglianze nelle possibilità di tutelare le condizioni di salute e di accedere a servizi sanitari di qualità.

Nel nostro operare riscontriamo sistematicamente che chi ha minore cultura, più scarse conoscenze in ambito sanitario, difficoltà linguistiche, fragilità di diverso tipo trova maggiori ostacoli per orientarsi in un'organizzazione complessa, con modalità di accesso e regole in continuo cambiamento.
Su questi temi, sulle caratteristiche e gli strumenti del «rapportarsi e del comunicare» con le persone fragili è centrata buona parte del nostro lavoro da vent'anni a questa parte, un'operatività che cerca di colmare la differenza che passa tra essere titolare del diritto alla salute e poterlo vedere veramente soddisfatto.

 
Sommario
Salute a tutti
l’editoriale
Diritto alla salute in deficit di equità di Valeria Negrini
tre domande a...
Bruno Platto. Il ruolo del medico di base? Creare percorsi di cura condivisi
in libreria...
Il lavoro avvelenato
inoltre... letture
occasioni e percorsi
Alfabetizzazione emotiva per futuri medici.
Smarriti sui percorsi della vita. Dalla Comunità
Casa Lea. Salute senza esclusioni. Dal Centro Diurno l'Angolo. Il benessere della condivisione trova
spazio nel Consultorio
il film
Il segno della ferita
inoltre... appuntamenti
il contributo
L'urgenza di un modello alternativo di Ermellina Zanetti e Stefano Bazzana
diamo i numeri
sguardi puntati
Vivere la città. Edilizia. Emergenza carcere.
Ambiente. Legalità. L’Italia sono anch’io. Salute mentale. Integrazione
la cooperativa
Il 5x1000 per una comunità più accogliente e responsabile
 
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il nodo 3/2
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