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n° 8 luglio-ottobre 2013: prima la casa

l’editoriale
Un'agenda che ci impegna
di Valeria Negrini
Cooperativa La Rete

L'emergenza abitativa è una delle più spinose questioni sul tavolo della nuova giunta comunale: l'aumento costante degli sfratti, l'insufficienza degli alloggi ERP, l'emergenza sempre attuale dei senza dimora, la questione Torre Tintoretto sono i capitoli più urgenti.
Anche l'attuale giunta, come la precedente,  ha aggiunto per l'anno in corso risorse proprie (150.000 €) al Fondo affitti di Regione Lombardia (375.000 €) per soccorrere le situazioni di grave disagio abitativo; i sindacati degli inquilini e le associazioni dei proprietari elaborano proposte e raggiungono intese volte a tutelare entrambe le parti. Nonostante questo sarà impossibile, ad esempio, dare risposta alla fame di alloggi popolari che negli ultimi 4 anni è aumentata del 50% raggiungendo a Brescia quota 3.000 domande, se non ci sarà il ritorno ad un forte investimento di spesa pubblica, nazionale e regionale, per l'edilizia pubblica.
Gli operatori della cooperativa «La Rete» sono quotidianamente immersi nei problemi che sorgono da un simile quadro della situazione ed è per questo che «La Rete» intende mettere a disposizione energie e progettualità per collaborare a trovare soluzioni condivise, improntate all'equità e alla tutela dei più deboli, ma anche ad individuare nuove prospettive.
A partire dalla Torre Tintoretto, una questione che ci vede presenti da anni come soggetti coinvolti nel Contratto di Quartiere, per la quale ci auguriamo che si possa finalmente affrontare un progetto di riqualificazione all'interno del ridisegno non solo e non tanto del quartiere di San Polo, ma dell'intera città.
Nel frattempo qualcuno si è auto-organizzato: una settantina di persone ha preso alloggio negli spazi dell'ex hotel di via Corsica e nei prefabbricati ex-Astaldi di via Gatti. Altri troveranno riparo, almeno per la notte nel periodo invernale, presso il servizio Emergenza Freddo allestito ormai da anni dal Comune di Brescia, mentre gli altri dormitori presenti in città sono al completo tutto l'anno. Sono molte le organizzazioni non profit - religiose, ma non solo – a tentare di intervenire sull'aggravarsi dell'emergenza,  con l'istituzione di fondi destinati a sostenere le spese dell'affitto e delle utenze e attraverso progetti volti a accompagnare e sostenere un uso più razionale del magro budget, per scongiurare l'aumento del numero, già elevatissimo, delle famiglie che non riescono a pagare l'affitto e subiscono lo sfratto.
Diverse cooperative sociali, oggi, continuano a farsi carico dei servizi di housing, dando alloggio a persone e famiglie segnalate dai Comuni, anche quando l'ente locale non è più in grado di garantire la propria parte di contributo economico, e anche se, per un autentico paradosso, per quegli stessi alloggi sono tenute a versare  l'aliquota IMU prevista per la seconda casa! A questo riguardo, è evidente che, se si vuole favorire l'housing sociale, è indispensabile che gli alloggi destinati a tale funzione siano considerati ai fini fiscali abitazione principale, così come già avviene per le unità immobiliari delle cooperative edilizie a proprietà indivisa e per gli alloggi Aler in applicazione del DM 22 aprile 2008.

Mentre sul libero mercato si moltiplicano i metri cubi di edilizia residenziale inutilizzati, Brescia sta cercando di raccogliere tutte le risorse di un'antica e forte tradizione di edilizia sociale. Se molte persone e famiglie hanno ancora oggi un tetto sulla testa è grazie a quelle iniziative private e pubbliche. Però, nel frattempo, nella nostra città si potrebbe ragionare su come evitare che le assegnazioni in ERP si trasformino in concentrazioni di possibile disagio; così come si potrebbe cominciare a dar vita ad un luogo nel quale tutti gli attori, sotto una regia pubblica, possano mettere in comune le proprie risorse economiche e umane, le esperienze, le  progettualità, elaborando insieme proposte per favorire la mobilità abitativa, la temporaneità alloggiativa, sperimentando forme di convivenza tra anziani, giovani, donne, studenti, definendo insieme programmi di accompagnamento e di supporto economico, ma anche sociale ed educativo per le situazioni di maggiore criticità, in un'ottica anche di prevenzione efficace alle situazioni di maggiore gravità. Si potrebbero inoltre - sperimentare i «progetti di educazione alla coesione e alla solidarietà abitativa» attualizzando la figura del portiere sociale, favorendo tra le famiglie le pratiche del riuso e del risparmio, lavorando sulla reciproca conoscenza tra inquilini dello stesso stabile e poi dello stesso quartiere, per dare vita a luoghi di aggregazione, cultura, socialità, aiuto reciproco, per fare argine alla solitudine e alla disperazione, ma anche alla povertà.

 
Sommario
Prima la casa
l’editoriale
Un'agenda che ci impegna di Valeria Negrini
incontri
Lucia Castellano: forte regia ai Comuni per risolvere l'emergenza casa in Lombardia
tre domande a...
Marco Fenaroli. Emergenza casa? Non facciamone solo una questione sociale
in libreria...
Una nazione ricca, abitata da poveri
inoltre... letture
occasioni e percorsi
Via Gatti, una strada che sta in città. Una povertà non solo materiale. Una rete per chi cammina sul filo. Quando l'Erp non basta. Il segnalibro
il cinema
Storie fuori dal margine
inoltre... appuntamenti
il contributo
Dalla cooperazione sociale qualcosa in più di Francesca Paini
diamo i numeri
sguardi puntati
Cooperazione. Economia solidale. Senza dimora. Edilizia residenziale pubblica. Carcere
la cooperativa
La XX Giornata Mondiale di lotta alla Povertà
 
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il nodo 8/3
(1.2 MB)