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n° 6 marzo-aprile 2013: fare bene

l’editoriale
Passi concreti verso il nuovo welfare
di Valeria Negrini
Cooperativa La Rete

Soprattutto a partire dal 2008, anno in cui si fa cominciare la crisi nella quale ancora oggi ci troviamo, le voci di quanti sostengono la necessità di cambiare rotta, rivedendo l'agire economico nel senso della giustizia e dell'armonia con l'ambiente, sono cresciute. Un'economia fondata su una visione antropologicamente alternativa a quella del capitalismo, del resto, è ormai una pratica esercitata da un numero crescente di soggetti, pur con modalità diverse. A questo tema, «La Rete» dedica questo numero del suo giornale, perché con crescente consapevolezza anche noi stiamo percorrendo la strada - in parte nuova - di impresa che investe per il bene comune.
Di fronte ai pesantissimi tagli della spesa sociale per i servizi a favore di persone in situazione di disagio economico e sociale, non abbiamo voluto acconsentire alla logica al ribasso, limitando le prestazioni, come la riduzione delle risorse avrebbe imposto. Quindi, anziché ridimensionare fino all'insignificanza il valore educativo del Centro Diurno «L'Angolo», per conservarne a mala pena le caratteristiche prettamente assistenziali, «La Rete» ha reagito proponendone la trasformazione radicale al Comune di Brescia, dal quale è arrivato pieno sostegno all'iniziativa.
Invece di lasciare a casa qualche lavoratore e accontentarci di offrire docce e ascolto a quanti si rivolgono al servizio, abbiamo davvero «gettato il cuore oltre l'ostacolo» e abbiamo deciso di creare un punto di ristorazione, il Bistrò Popolare di cui si parla in questo numero.
Questo ha richiesto non solo la trasformazione dei locali e l'adeguamento alle norme, ma ci ha costretti a pensare e a individuare un modo nuovo di promuovere l'inclusione.
Il Bistrò funzionerà grazie alla disponibilità dei nostri operatori a mettere la loro professionalità, ma anche competenze maturate in percorsi personali, al servizio dell'impresa cooperativa. E funzionerà, inoltre, grazie al fatto che gli utenti sono a pieno titolo attori e protagonisti di questa sfida. Saranno loro infatti, che in questi mesi sono stati oprattutto a partire dal 2008, anno in cui si fa cominciare la crisi nella quale ancora oggi ci troviamo, le voci di quanti sostengono la necessità di cambiare rotta, rivedendo l'agire formati e preparati, a collaborare in cucina e negli acquisti, all'approntamento del locale, al servizio ai tavoli, ai diversi compiti necessari a che tutto funzioni bene. Alcuni di loro troveranno qualcosa di più di una semplice attività occupazionale: un vero lavoro, che rappresenterà il primo ma fondamentale passo per tornare ad essere e a sentirsi a pieno titolo cittadini di questo paese.
Insieme alla nascita del Bistrò, anche il progetto per la riqualificazione di un immobile di proprietà della cooperativa nel quartiere del Carmine in una struttura capace di rispondere sia ai bisogni di alloggio temporaneo che di turismo etico e sociale, l'ampliamento dei servizi di salute leggera negli ambulatori di via Milano, la partecipazione al Tavolo verso il Distretto di Economia Solidale di Brescia, caratterizzeranno tutta l'attività dell'anno 2013, nel quale la nostra cooperativa è impegnata ad avviare nuove attività imprenditoriali sostenibili, non solo e non tanto con il sostegno degli enti pubblici, ma puntando alla capacità di rendere visibile e poi attraente, affinché se ne scelgano i prodotti, il valore di un lavoro per il bene di tutti.
Il senso è quello di assumere la responsabilità di offrire, su questo territorio, risposte adeguate e di qualità ai bisogni della salute, del cibo, dell'accoglienza e, contemporaneamente, farlo non in modo isolato ma attivando energie e risorse presenti nella cooperazione, nelle associazioni, nei gruppi di persone che come noi credono a un nuovo modo di fare economia.
Un'economia che, come recita l'art. 41 della Costituzione, «non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da arrecare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana» e che non è ancillare o marginale rispetto all'economia capitalistica, ancora oggi tuttavia ritenuta da chi governa Stati e Regioni la strada maestra per uscire dalla crisi, nonostante lasci dietro di sé moltitudini immense di persone in condizioni di povertà, iniquità, sfruttamento.
Ci auguriamo che la nostra impresa sia condivisa e sostenuta da molti cittadini, lavoratori, istituzioni, che saremo lieti di accogliere presto nel nostro Bistrò Popolare.
 
Sommario
Fare bene
l’editoriale
Passi concreti verso il nuovo welfare di Valeria Negrini
incontri
Zandonai: l'innovazione nasce in periferia
tre domande a...
Giuseppe Guerini. L'impresa sociale? Vuole pari dignità
in libreria...
Collaborare con la terra
inoltre... letture
occasioni e percorsi
Un po' di futuro nelle nostre mani. Coffee break. L'indice di felicità. Cooperatori o erogatori di servizi? Studiare per la nuova
economia. Investire in capitale sociale
il cinema
Coinvolti da un quotidiano destino
inoltre... appuntamenti
il contributo
Un terzo attore per sfidare la crisi di Carlo Borzaga
diamo i numeri
sguardi puntati
Cooperazione. Cultura. Stranieri in carcere. Ambiente. Senza dimora. Casa
la cooperativa
5x1000
 
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il nodo 6/3
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