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31 maggio – NET, a San Polo cresce il Welfare di comunità

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A 6 mesi dall'avvio, si fa il primo bilancio sul progetto NET, Nucleo Educativo Territoriale, in corso di realizzazione nei quartieri di San Polino e San Polo Cimabue, in particolare nei contesti abitativi del Condominio Smeraldo e Condominio Sole a Sanpolino  e della Torre Alta Cimabue a San Polo, tipicamente contrassegnati dalla compresenza di forti risorse come di acute criticità. Per far crescere valore ed efficacia di servizi  già attivi - La Ludo.net,  il Portierato Sociale Mobile, il Centro Anziani, l Punto Incontro Young, la Custodia sociale – e far evolvere gli interventi in direzione del Welfare di comunità, il Comune ha messo in sinergia i tre assessorati ai Servizi Sociali, alla Casa e alla Sicurezza, ha affidato un ruolo di regia territoriale al Centro Sociale Est e ha chiamato alla collaborazione attiva le cooperative sociali Elefanti Volanti e La Rete, con il coinvolgimento di Fondazione Brescia Solidale, Aler Brescia, Aprica, insieme a gruppi di volontari presenti sul territorio.

In contesti che hanno risentito della crisi  economica negli ultimi anni, si sta organizzando una risposta che punti su interventi più incisivi e collegati tra loro, intercettando le situazioni più critiche prima che  forme di disagio e di emarginazione finiscano per colpire i nuclei familiari più fragili.

Il progetto NET è rivolto ai minori (0-16 anni), ai genitori, agli adulti e agli anziani, attraverso azioni specifiche e intergenerazionali tra loro collegate, che coinvolgono in forme dirette – in qualità di “attori consapevoli” - i destinatari.
Compito degli operatori è stimolare il capitale di capacitazione che ogni persona possiede, attivandone le risorse e, insieme, coinvolgendo ogni componente della comunità territoriale (soggetti pubblici, del privato sociale e privato for profit), per fornire sostegno e strumenti per la fuoriuscita dalla situazione di difficoltà, agendo sugli ambiti lavorativo (ricerca occupazionale e riconversione professionale), relazionale (inserimento nel tessuto civile e sociale del quartiere), linguistico-comunicativo (apprendimento della lingua),  della scuola e dei servizi sul territorio, materiale (con la fornitura eventuale di beni di prima necessità).  Si vuole evitare, quindi, la sovrapposizione e il mancato coordinamento di interventi che, se non convergenti, rischiano l’inefficacia, senza sottrarre alla sostanziale solitudine molti di coloro che vivono i problemi.

Il progetto, quindi, impegna gli operatori a individuare e sostenere la dotazione di risorse  dei diversi componenti del nucleo, che vivono in condizione momentanea o più duratura di fragilità; a gestire i problemi che stanno attraversando e ri-orientare il loro stile di vita; ad aiutarli a gestire in prima persona il cambiamento, all’interno della rete di istituzioni,  terzo settore e  tessuto sociale del territorio.
Queste la azioni già intraprese:
-Attività di Mutuo aiuto tra famiglie
-Aiuto agli anziani che vivono soli
-Sostegno alle maternità fragili (Home visiting)
-Gestione dell’area di raccolta differenziata dei rifiuti condominiali, molto complessa date le dimensioni dei fabbricati coinvolti e il numero molto alto dei  residenti.
-Creazione di gruppi di inquilini per il presidio e la cura degli spazi ad uso comune
-Creazione di spazi autogestiti per gli adolescenti
- Animazione di territorio

Tra le prossime iniziative di animazione del NET, è prevista la partecipazione alla Festa della Musica, in programma a Brescia e in tutte le città europee per il 23 giugno, con il Palco Ufficiale per l’Hip Hop che sarà allestito al Centro Pampuri di  San Polino e con l’esibizione delle band giovanili della città e del quartiere, durante il pomeriggio, ai piloni della Stazione Sanpolino della metro.

Leggi le due pagine del Giornale di Brescia sull'argomento

26 maggio - Biblioteca vivente 2018

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Sabato 26 maggio 2018 dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30 torna nella Biblioteca Comunale di Concesio la Biblioteca vivente (vedi le edizioni precedenti: 2017; 2015; 2014)

leggi e scarica la locandina dell'edizione 2018

leggi e scarica il Catalogo dei libri viventi 2018

Che cos'è la Biblioteca vivente? leggi qui

Anche quest'anno, la cooperativa sociale La Rete, collabora con l'iniziativa e contribuisce al catalogo con un libro vivente: il nostro collega Simone Zubbi, psicoterapeuta, impegnato come educatore nei servizi per il contrasto alla povertà gestiti dalla Rete, sarà a Concesio nella sessione pomeridiana della Biblioteca vivente:

Questa la sua scheda:

Simone Zubbi, anni 37

educatore nel servizio Help Center della Stazione ferroviaria di Brescia, rivolto a persone senzadimora, gestito dalla cooperativa sociale La Rete, descrive le sue giornate e la sua vita quotidiana vicino ai binari. Un ruolo che lo colloca fra passeggeri frettolosi e volontari impegnati nel sociale, per svolgere la sua professione.

Il 26 maggio sarà un libro vivente con un racconto in prima persona di tante giornate sulle strade intorno alla stazione ferroviaria di Brescia, le case di chi vive “senza casa”, in mezzo al flusso dei passeggeri e dei pendolari. Disperazione e speranza, freddo d’inverno e caldo d’estate, solitudine, disorientamento, disagio: una grande varietà di persone, ognuna con la propria storia , le sue peculiarità, le sue delicatezze, che cercano di confondersi e mimetizzarsi in un non luogo, per evitare le domande ma ottenere un aiuto, che si nascondono dietro l’anonimato e cercano la protezione di un ambiente affollato.

 

13 maggio - i 40 anni della legge Basaglia

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Quaranta anni fa, il 13 maggio 1978, entrava in vigore la legge 180/1978, nota come Legge Basaglia, una riforma che ha abolito i manicomi restituendo i diritti civili ai malati psichiatrici, alla vigilia della riforma del Sistema Sanitario Nazionale.

La legge prende il nome dallo psichiatra Franco Basaglia, che innovò radicalmente la psichiatria italiana a partire dal suo lavoro di medico. Nel 1973, a Trieste, Marco Cavallo - una scultura azzurra alta tre metri - e altri 600 «matti» escono dal manicomio e arrivano fino a Piazza Unità. Basaglia, direttore della struttura, aveva sfondato il confine tra chi sta dentro e chi sta fuori.

In 40 anni, la cura della salute mentale è profondamente cambiata nel nostro paese e affronta oggi nuove sfide. Attualmente, l’Organizzazione mondiale della sanità stima che una persona su quattro, nel corso della vita, attraversi un problema di salute mentale. Il Terzo settore, e realtà come la nostra cooperativa sociale, sono oggi impegnate direttamente per reinserire, nella società ma anche nel mondo del lavoro, le persone che soffrono di disagio mentale.

La cura in salute mentale, a cura delle cooperative sociali bresciane, Animazione Sociale 02/2018

La Rete opera nei servizi per la salute mentale sul territorio di Brescia:

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vedi anche il nodo n 10il nodo n 7, il nodo n 4

 

In occasione dei 40 anni della Legge Basaglia, La Rete aderisce a due iniziative di dibattito, confronto e riflessione sull’attualità della cura della salute mentale:

10-11-12-13 maggio 2018

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10.11.12.13 MAGGIO 2018

“L’impossibile può diventare possibile”-Territori ancora capaci di inclusione sociale

40 anni dopo la legge 180  CONVEGNO NAZIONALE  Cascina Clarabella - Iseo

info

Fra i relatori, Alberto Gobbini, vicepresidente Cooperativa sociale La Rete

 

14 maggio 2018

 

 leggi e scarica la locandina

Chi è Ahongbonon

L’africano dell’anno, Grégoire Ahongbonon, proveniente dal Benin, impegnato nell’accoglienza e nella cura delle persone con problemi psichici in Africa occidentale, definito da diversi media il Basaglia d’Africa, ha accolto più di 60 mila persone con disagio mentale in 25 anni di aiuto e interventi, di cui 25 mila attualmente ospitati negli 8 centri di cura, 28 centri di consultazione medica, 13 centri di reinserimento dislocati in 4 Paesi.
Nato nel 1953 in Benin, nel 1982 vive un’esperienza di conversione durante un pellegrinaggio in Terrasanta. Tornato in patria, nel 1992 apre il suo primo centro di accoglienza per persone con disagio mentale in un ex caffetteria dell’ospedale di Bouaké di Costa d’Avorio.

Che cosa ci suggerisce la testimonianza di Grégoire? di Alberto Gobbini, vice presidente cooperativa sociale La Rete

La vicenda di Grégoire Ahongbonon è raccontata nel libro del giornalista Rodolfo Casadei:  Grégoire Quando la fede spezza le catene (Editrice Missionaria Italiana, 2018, prefazione di Eugenio Borgna).

L'antropologo Valerio Petrarca, dopo avere visitato le strutture create da Ahongbonon in Africa, ha pubblicato I pazzi di Grégoire  (Sellerio , 2008)

23 aprile - "Africa/Afriche"

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Lunedì 23 aprile ore 17.45 nuovalibreriaRinascita

Africa/Afriche
Una conversazione con Raffaele Masto, reporter, e Daniel William, studente rifugiato

Occupate quasi esclusivamente dal tema di una migrazione sentita come emergenza per l'Europa, le cronache non ci aiutano a comprendere le vicende dei popoli e degli stati africani e a considerare quanto siano determinanti per lo sviluppo globale.

L'Africa non è solo la terra della fame, della siccità, dei colpi di stato e delle violenze etniche. È ANCHE il continente in cui la crescita economica e la crescita demografica sono fortissime, quanto le estreme diseguaglianze che le accompagnano. È ANCHE il continente di tante imprese emergenti della Green economy e dell'Hi-tech del mondo intero. L'Africa è ANCHE il punto di partenza di una migrazione senza precedenti.

Un giornalista che da più di vent'anni segue da inviato le vicende di tanti stati africani e un giovane che ha lasciato la Nigeria nel 2016 ci avvicinano alla complessità e alle contraddizioni di un continenente che conosciamo troppo poco.

La Rete, impegnata da tre anni nei servizi di accoglienza per richiedenti protezione internazionale, propone un'occasione per approfondire la comprensione del fenomeno migratorio, nell'intento di promuovere la cultura dell'accoglienza.

Fare incontrare un giornalista italiano che da più di 20 anni viaggia in Africa e un giovane africano che ha cercato in Italia l'opportunità di studiare Economia, chiedendo la protezione internazionale che lo tutela dalla condizione di pericolo in cui si trovava nel suo paese, è un modo per affrontare con concretezza alcuni aspetti che stanno all'origine della migrazione senza precedenti alla quale assistiamo in questi anni, sottraendosi alle visioni unilaterali di un fenomeno che nasconde contraddizioni e complessità tutte da indagare.

 

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Raffaele Masto, reporter, inviato della rivista Africa e giornalista a Radio Popolare, ci informa sulle questioni calde nel continente africano con il suo blog Buongiorno Africa. Il suo ultimo libro è Africa, pubblicato nel 2016 da Tam e presentato alla nuovalibreriaRinascita nell'aprile 2017 .

Perchè occuparci di Africa? La mia risposta – dice Raffaele Masto - è che ci conviene. L’Africa è più vicina alla nostra vita e alla nostra attualità di quanto sospettiamo e ormai l’Africa è qui da noi, nelle nostre città, nelle nostre imprese, nelle nostre scuole. L’ Africa è un continente che freme per le grandi opportunità, le formidabili (e sbilanciate) crescite economiche, il più dinamico sviluppo demografico del pianeta, le prospettive di globalizzazione minacciate in vaste aree dal terrorismo jihadista. L’Africa, passando attraverso il Sahara e tutte le sue stupefacenti contraddizioni, è anche terreno fertile per le imprese emergenti della Green economy e dell’Hi-tech del mondo intero. Ma è anche il punto di partenza di una migrazione senza precedenti. Ecco la realtà autentica di un popolo con cui dovremo convivere in modo sempre più massiccio. Meglio conoscerlo in tempo.

Insomma, il mio blog vuole contribuire a fare emergere contraddizioni. Come? Parlando di Africa, della sua società civile, delle sue crisi, delle sue guerre, delle sue onnivore classi dirigenti e delle nostre che spesso le sostengono. Perché un blog per la rivista "Africa"? “Africa” non segue cliché e luoghi comuni ma presenta gli africani come soggetti che hanno da dire qualcosa e che a volte propongono una visione del mondo – dell’economia, della politica, della sociologia – che può essere utile anche a chi ha l’impressione di essere l’unico soggetto del progresso….anche a chi vive e fa parte della società dei vincenti ma nutre forti dubbi sul fatto di essere realmente un… vincente.

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Daniel William, nigeriano, ha 29 anni ed è in Italia dal 2016. Nel suo paese ha conseguito la laurea al Departement of Economics and Statistics dell'Università di Benin City. Quando frequentava l'università nigeriana, il suo progetto era di proseguire gli studi specialistici in Giappone. Però, non ha potuto ottenere il visto e da quel momento la sua vita è cambiata.

A gennaio del 2016 ha intrapreso il viaggio che, attraverso la Libia e la traversata del Mediterraneo, in alcuni mesi lo ha portato a sbarcare a Trapani. A maggio era a Brescia, ospite prima del Centro Pampuri e quindi del Centro di Accoglienza Straordinaria della cooperativa sociale La Rete, nel quale è incominciato l'iter per la richiesta di protezione internazionale, ottenuta nel marzo 2017. Da allora, è entrato nelle strutture dello Sprar, dopo uno stage di 6 mesi da Ikea, ha iniziato a lavorare nella crew di un Burger-king e si è iscritto all'Università, al corso della laurea magistrale in Management denominato “Green Economy and Sustainability” appena attivato presso il Dipartimento di Economia e Management dell’Università degli Studi di Brescia, destinato alla formazione di competenze manageriali nell'ambito della sostenibilità economica, sociale ed ambientale.

Abita in uno studentato "una comunità divertente e interessante – la definisce Daniel – dove ho stretto nuove amicizie con italiani e africani"e riesce a mantenersi integrando la borsa di studio con i guadagni delle attività di lavoro che svolge, come tanti altri studenti universitari. Ha già superato, con successo, i primi esami previsti dal piano di studio. Del resto, il corso che sta frequentando risponde ai suoi più forti interesssi: la sostenibilità ambientale dello sviluppo e le condizioni di fuoriuscita dalla povertà.

"Sono soddisfatto – non esita a dichiarare Daniel – perché quello che sto facendo è quello che mi aspettavo. Sono partito dalla Nigeria con una speranza che ora vedo realizzata. Quando sono stato davanti alla Commissione Territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale mi è stato chiesto che cosa volessi fare in Italia. La mia risposta è stata: studiare! Quando sono partito dalla Nigeria, sapevo che stavo affrontando u viaggio molto rischioso, ma non avevo altra scelta, e l'ho fatto"

In occasione dell’incontro Africa/Afriche sono state esposte in libreria alcune opere di Giovanni B.Tomasoni, gentilmente messe a disposizione dalla famiglia. L’artista, prematuramente e tragicamente scomparso nel 2004, nel 1998 aveva compiuto il suo primo viaggio in Africa: un incontro che influenzò da allora la sua produzione, già ampia e internazionalmente nota.

Tomasoni proseguirà i suoi viaggi in Africa fino al 2004, realizzando collezioni artistiche presentate in
numerose mostre, fino a quella testimoniata nel suo libro Trame. Il sublime e la luce. Memorie del Senegal esposta al Museo Peggy Guggeneheim di Venezia proprio nel 2004

13 aprile - Valeria Negrini confermata presidente Federsolidarietà Lombardia

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Con lo slogan "Vitamina C – Cooperazione, energia per le comunità e i territori" si è aperta la  Giornata assembleare di Confcooperative Lombardia,  in programma a Milano lo scorso venerdì 13 aprile 2018 presso il Centro Congressi Mico, durante la quale si sono riunite tutte le federazioni aderenti, che hanno rinnovato le cariche.
Valeria Negrini - socia e già presidente della cooperativa sociale La Rete - presidente uscente di Federsolidaroetà Lombardia è stata confermata nella sua carica.
Prendendo la parola per la relazione introduttiva alla giornata assembleare intitolata :«Più FUTURO che PASSATO – Mutualismo Innovazione Cambiamento» , Valeria Negrini ha detto:  «la cooperazione sociale, nata negli anni sessanta, è stata capace di interpretare i cambiamenti economici, sociali e culturali che stavano
attraversando il Paese. Oggi si tratta di reinterpretare il nostro ruolo nella società, fornendo risposte innovative alle rapide trasformazioni che stanno interessando il nostro Paese, la nostra Regione e l’Europa».

A nome dei soci e dei lavoratori della cooperativa sociale La Rete, il presidente Mauro Riccobelli si è congratulato con lei per il lavoro fatto finora e le augura "di proseguire nel farsi carico delle sfide che ha ben tracciato nel suo discorso di fine mandato"
 

Il testo della relazione di Valeria Negrini -  I numeri di Federsolidarietà Lombardia

 

 

8 marzo - Per tutte le donne

La Festa delle donne ci ricorda anche quest'anno quanto ancora è necessario far crescere i diritti delle donne, ma anche quanto è necessario far uscire dal silenzio la loro esperienza. Per offrire un'occasione di riflessione sulla salute fisica e psicologica delle donne di fronte all'esperienza della maternità, La Rete invita all'incontro organizzato da Jonas Brescia con Francesca Valencak, psicologa e psicoterapeuta, autrice di "Il divenire madre", che la nuova libreria Rinascita ospita nel mese di marzo

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22 febbraio - Progetto "Show and Tell"

 Alessia Folcio, insegnante di Italiano nella scuola per richiedenti protezione internazionale della cooperativa La Rete presenta il progetto: Show and Tell Ospitiamo italiani a scuola, avviato a febbraio, con l’incontro con l'avvocato Silvia Guarneri  , al quale è seguito l’incontro con lo chef bresciano Fabio Roversi

“Il progetto ha lo scopo di promuovere la conoscenza reciproca tra cittadini italiani o residenti di lungo corso in Italia e gli ospiti del CAS. In questi anni di lavoro con rifugiati e richiedenti asilo mi sono resa conto che sono molto rare le occasioni di conoscersi reciprocamente e che spesso gli unici italiani con cui i beneficiari hanno contatti sono gli operatori sociali. D’altra parte ho ricevuto richieste di poter venire in aula a conoscere gli allievi da parte di alcuni amici. Del resto si parla molto di richiedenti asilo in questo periodo e questa curiosità positiva non può che venire incontro alla nostra idea di accoglienza. Da qui l’idea di invitare diversi soggetti che vivono in città e sono parte della comunità. Ho pensato ad alcune persone da invitare che saranno ospitate per due ore presso la scuola di lingua italiana L2 del CAS della cooperativa La Rete e avranno modo di conversare con gli allievi. Potranno portare oggetti, slides, articoli e altri materiali per svolgere, se vorranno, brevi attività; oppure semplicemente rendersi disponibili per una chiacchierata.

Gli obbiettivi per gli allievi sono i seguenti:

1. fare pratica nell’utilizzo della lingua italiana con persone diverse dalle insegnanti e gli operatori

2. venire a conoscenza della complessità e dei diversi aspetti culturali della comunità ospitante

3. venire a conoscenza dei mestieri e delle professioni delle persone ospitate

4. esplorare aspetti di vita quotidiana di persone che vivono a Brescia come loro

5. sviluppare capacità relazionali e comunicative

6. raccontare le proprie esperienze e la propria visione della comunità in cui vivono

7. andare oltre gli stereotipi reciproci.

Per le persone che accetteranno l’invito a venire a scuola, l’obiettivo principale è quello di entrare in contatto con persone purtroppo soggette a una costante spersonalizzazione e spesso ridotte ad una mera categoria”.

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