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Eventi e iniziative della cooperativa «La Rete».

10 dicembre: Inaugurazione Help Center Brescia

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Sabato 10 dicembre 2016, con la Tav Brescia-Treviglio, è stato inaugurato l’Help Center presso la stazione ferroviaria di Brescia: è il diciassettesimo che si apre in Italia, all’interno della rete ONDS (Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle Stazioni Italiane) costituita nel 2000 con l’apertura dell’Help Center di Milano.
Situato in locali concessi in comodato d’uso dal Gruppo FS Italiane, l’Help Center sarà gestito dalla cooperativa sociale La Rete, su incarico del Comune e in collegamento diretto con l’assessorato alle politiche sociali della città (leggi).
«Con l’arrivo dell’Alta velocità – ha dichiarato Domenico Bizzarro, amministratore delegato della cooperativa sociale La Rete - giunge anche un servizio per le persone fragili, uno spazio di orientamento e accoglienza in stazione: in questo modo potremo essere ancora più d’aiuto a chi si rivolge a noi»

Che cosa sono gli help center? Servizi di orientamento nati dalla collaborazione tra il settore Politiche Sociali delle Ferrovie dello Stato e gli enti locali e del privato sociale, ubicati all’interno o in prossimità delle stazioni ferroviarie principali.

Il progetto dell’help center bresciano è stato avviato nell’autunno 2015 ed è partito con un servizio mobile di ascolto per i senza dimora che stazionavano nei pressi della stazione, affidato agli operatori del Centro diurno l’Angolo (il servizio per i senza dimora gestito in città dalla cooperativa sociale La Rete).

In costante coordinamento con il Comune di Brescia e con le organizzazioni che si occupano di grave emarginazione a Brescia, radunate nel Tavolo per il contrasto alla grave emarginazione, La Rete ha quindi seguito lo sviluppo del progetto e l’allestimento della sede, grazie all’impegno di Alberto Gobbini, vicepresidente della Rete, della responsabile dell’area di lavoro per il Contrasto alla povertà, Lisa Giustacchini, con la collaborazione della collega Michela Merigo e del gruppo di lavoro del Centro Diurno L’Angolo.

I servizi offerti

  • ascolto: un luogo di incontro confronto e accoglienza del disagio, ponendo al centro l'aspetto relazionale, come momento fondamentale per un successivo percorso di inclusione sociale;
  • segretariato sociale: attività di orientamento a strutture territoriali per la soddisfazione dei bisogni primari (dormitori, mense, servizi per l’igiene della persona, centri che distribuiscono vestiario) ed ai servizi territoriali che offrono assistenza sanitaria, burocratica e legale;
  • presa in carico: realizzazione di progetti personalizzati a breve medio e lungo termine, finalizzati al recupero psico-sociosanitario;
  • gestione dell’emergenza sociale di stazione: supporto agli attori di stazione nella soluzione di situazioni di crisi attraverso risposte immediate a bisogni urgenti;
  • monitoraggio del disagio sociale di stazione: contatto di strada e attività di relazione e analisi quali/quantitativa delle presenze e delle dinamiche sociali di stazione.

25 novembre Convegno su Povertà e Diseguaglianze

La cooperativa sociale La Rete invita la città, i dirigenti, gli operatori e i volontari dei servizi sociali, gli amministratori e i responsabili delle politiche sociali, ad un momento di riflessione e scambio di esperienze sul tema del contrasto povertà, con il convegno

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il programma del convegno

Il convegno – realizzato con la collaborazione del Dipartimento di Economia e Management dell'università degli studi di Brescia, del Centro studi Socialis e del Comune di Brescia - apre un percorso di formazione organizzato da La Rete con fio.PSD, per sostenere la progettazione di interventi nella realtà locale, e propone sia un momento di analisi e dibattito, con gli interventi di Maurizio Franzini (clicca qui per vedere l'intervista), Alessandro Carta e Maurizio Carpita, sia un momento di scambio di esperienze nei workshops pomeridiani.

La Rete compie nel 2016 i suoi 25 anni di attività a Brescia: un arco di tempo in cui la sua vocazione al contrasto dell'emarginazione e alla promozione dei diritti delle persone più fragili e disagiate si è tradotta in progetti e interventi in continua evoluzione. La collaborazione con le istituzioni pubbliche, la ricerca di alleanze e la creazione di reti nell'ambito del Terzo Settore, l'aggiornamento degli strumenti di ricerca e progettazione, lo sviluppo di attività per la crescita della cooperativa come impresa sociale inclusiva ne hanno segnato il percorso.

I 25 anni de «La Rete» al servizio dei più deboli (leggi qui) - pubblicato nel numero 119 della rivista “C&D Città e Dintorni” all'interno di un dossier sul tema della povertà – è la sintesi di quel cammino, ripercorso insieme a chi ne è stato testimone da Valeria Negrini, per lunghi anni presidente della cooperativa La Rete, oggi presidente di Federsolidarietà Lombardia.

I cambiamenti profondi e drammatici che nel frattempo sono intervenuti nel contesto sociale, epocale, globale e locale, nel quale la cooperativa opera impongono ulteriori sforzi di analisi e comprensione della realtà, ma anche di progettazione e realizzazione di interventi adeguati a bisogni nuovi o in evoluzione: il fenomeno migratorio, l'aggravarsi delle diseguaglianze e l'impoverimento stanno segnando il mondo contemporaneo nella sua globalità e stanno modificando il profilo sociale anche della nostra comunità locale.

Il contrasto alla povertà e ai suoi effetti di degrado delle condizioni di vita di un numero crescente di persone e famiglie sono oggetto di politiche sociali, nazionali e locali, che investono cooperative come la nostra, e in generale il Terzo Settore, della responsabilità di volgerle ai risultati più efficaci.

In questi mesi, inoltre, si profila quella che non si esita a definire una “grande occasione”:
Le Linee di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta in Italia, sono il primo documento ufficiale di programmazione nel settore della grave marginalità che Governo, Regioni ed Enti Locali sono chiamati a seguire per investire fondi pubblici in servizi e strategie abitative innovative, in quello che si delinea come il Primo Piano Nazionale di Lotta alla Povertà. Sottoscritte nel novembre 2015 in Conferenza Unificata Stato Regioni e presentate dal Ministro Poletti il 10 dicembre 2015, sono il frutto di un gruppo di lavoro coordinato dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Direzione Generale per l’Inclusione e le Politiche Sociali. Il gruppo si è avvalso della segreteria tecnica della fio.PSD e ha coinvolto, in particolare, le 12 città con più di 250 mila abitanti, dove il fenomeno è più diffuso. Del tavolo hanno fatto parte i diversi livelli di governo, rappresentati dalla Commissione Politiche Sociali della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e dall’ANCI, oltre al Ministero delle Infrastrutture (DG per le Politiche Abitative).

«E’ una piccola, grandissima, rivoluzione culturale – dichiara fio.PSD - perché per la prima volta in Italia vengono definiti dei “livelli minimi essenziali” a livello nazionale per il contrasto dell’homelessness. Ma è anche una grande opportunità e una leva fondamentale per dialogare con le nostre Regioni, forti di questo strumento, per accompagnare i nostri decisori politici in una programmazione delle risorse che veda finalmente il contrasto della povertà come uno dei temi centrali negli interventi di tutela delle persone più fragili.»

Cartella materiali

18 e 19 novembre 2016 “Fuori Norma”: arte e diversità

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Si svolgono il 18 e il 19 novembre a Brescia le “due giornate di incontro, discussione, spettacolo su arte e diversità nella realtà del territorio e nei nuovi linguaggi della scena contemporanea”, dal titolo “Fuori Norma”. Somebody ha lanciato il progetto, che ha coinvolto anche La Rete, per offrire alla città un’occasione di scoperta, di spettacolo, di riflessione, di scambio e di divertimento

«Non spetta certo a noi – dichiara Betarice Faedi, anima di Somebody - stabilire cosa sia “fuori” o “dentro” la norma: abbiamo solo dedicato a questo tema un progetto, costruito insieme ad altri che condividono la nostra ricerca. Con l’obiettivo di far emergere ricchezza, emozione, bellezza, inquietudine, o virtuosismo, di tante esperienze speciali. A cominciare dalla traiettoria umana e artistica di Flavio Emer, al quale dedichiamo il primo passo di un percorso che inizia grazie al sostegno del Comune di Brescia e della Fondazione ASM. Avvicinando persone, associazioni, cooperative e artisti, per confrontare il loro punto di vista su un mondo... ...fuori norma. »

il programma completo

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Ricomincio dal Bistrò. Una storia vera

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Fai click sull'immagine per aprire il video dell'intervista

Antonio oggi ha 60 anni, vive e lavora a Brescia. Fa un sorrisetto quando dice “aspetto di andare in pensione”. Fino a cinque anni fa, non era tanto facile per lui guardare al futuro.
Era il gelido febbraio del 2013 quando arrivava al Centro Diurno L'Angolo, appena uscito dal pronto soccorso dove era stato curato per la frattura ad una gamba procurata da una banale scivolata  sul marciapiede innevato.  
Quell’incidente, però, gli era capitato mentre era in strada, lontano da casa e famiglia, in giro a
cercare  un  lavoro.  Dopo  38  anni  e  8  mesi  di  contributi,  infatti, la sua carriera di tipografo era finita nel nulla, con il fallimento  dell'azienda  in  cui  lavorava.  
Come  per  tanti  ragazzi nati negli anni Sessanta in Lombardia, il lavoro era stato  per  lui  facile  da  trovare,  redditizio,  pieno  di  soddisfazioni: una porta aperta verso l'indipendenza economica
e il benessere, che si apriva appena finita la terza media. A 14 anni ci si sentiva quasi degli uomini, pronti per lasciarsi alle spalle scuola e balocchi. La fabbrica era il posto per crescere, imparare, dimostrare le proprie  capacità  e, finite le otto ore, c’era ancora il tempo per fare quello che si voleva (e i soldi per permetterselo). Per  Antonio era fare musica, la passione che in quegli
anni contagiava tutti i giovani. E quando arrivava l’amore, in pochi anni, con quello stipendio, si poteva mettere su famiglia.
Ma la crisi del 2008 si è abbattuta sulla sua vita.
Fuori dall'ospedale, con la gamba ingessata e con la neve che copriva la città, Antonio non ha esitato ad accogliere l'invito del volontario che lo indirizzava all'Emergenza freddo, per passare la notte. Da due anni non riusciva a trovare più niente, nemmeno  un  piccolo  lavoro  in  nero.  Di  fare  il  tipografo (una specializzazione di alto livello, ma bruciata dalle trasformazioni tecnologiche),  nemmeno  a  pensarci.  E  la  liquidazione  con  cui  viveva  mentre  sperava  di  trovare  un  nuovo   impiego   ormai   era   finita.   A   più   di   50   anni,   un’età lontana dalla pensione quanto dai requisiti per le nuove assunzioni , separato dalla moglie, era diventato un senza-dimora.
Nel periodo in cui Antonio vi approdava, il Centro Diurno era in piena trasformazione: stava nascendo il Bistrò Popolare e il servizio sociale stava cambiando pelle.  Chi  ci arriva  riceve l'invito a contribuire ai lavori, a prendere parte al progetto di  creazione  di  un  punto  di  ristorazione  aperto  alla  città,  l'impresa non-profit con la quale «La Rete» - la cooperativa sociale che gestisce il Centro per il Comune - vuole realizzare l'utile   che   le  permetterà   di   sopravvivere   ai   tagli   del   finanziamento  pubblico  della  spesa  sociale.  L'accoglienza  degli educatori non riguarda soltanto la risposta ai bisogni essenziali, ma include la proposta di mettersi all'opera. Fare qualcosa.  Il  rapporto  diventa  uno  scambio,  che  Antonio  definisce lapidariamente: «Loro aiutano me e io aiuto loro. Sono  un  senza  dimora,  ma  sono  uno  che  si  arrangia».  Passa qualche notte al dormitorio e qualche altra dorme sui treni fermi in stazione, fino a quando non trova un alloggio di fortuna. Intanto, la gamba è guarita e, terminato  l'allestimento  del  Bistrò Popolare,  il ristorante apre al pubblico. Allora Antonio  si  cimenta per la prima volta nel servizio di sala. Un lavoro nuovo, per il quale confessa di non essersi mai sentito particolarmente portato. Eppure, con la sua  aria  scanzonata  e  il  suo  fare  preciso  ed  efficiente,  l'aspetto  di  maturo  rockettaro  e  l'inflessione  lombarda,  al  Bistrò  fa  la  sua  figura.  In poche settimane per  lui  si  apre  la  possibilità  di  avviare   un   tirocinio   lavorativo,   che   gli   garantirà   un   compenso e, poi, l’accesso ai servizi di housing sociale  per  vedersi  assegnare  un'abitazione. Ritrova persino la voglia di imbracciare la chitarra e qualche volta suona anche in compagnia. E’ ancora bravo.
La  cosa  che  gli è mancata di  più quando era in strada?  «La  tranquillità.  La  mancanza di lavoro te la toglie completamente». Per lungo tempo Antonio non ha voluto far sapere a nessuno,  nemmeno  ai  due  figli,  adulti  e  ben  sistemati, come se la stava passando, ma ora li vede e va a trovarli regolarmente. Per lui ci sono stati giorni in cui ha avuto bisogno di tutto: di un letto, di un pasto e di un  luogo  in  cui  riparare.  Considera  una  fortuna,  una salvezza,  averli  trovati  nei  servizi  che  Brescia  offre  a  persone  nella  condizione in cui lui si era trovato.  Ma  se  avesse  avuto  quelli  soltanto, si chiede, come avrebbe passato le sue giornate, e dove sarebbe andato a finire? Trovare,  all'interno  di  un  servizio  sociale  come  L'Angolo,  degli   operatori   che   potevano   offrirgli   l'opportunità   di   mettersi in gioco ha fatto la differenza. Un sorrisetto, pensando alla pensione, che prima o poi arriverà.

17 ottobre Giornata mondiale contro la Povertà

Nella Giornata Mondiale contro la Povertà 2016, lunedì 17 ottobre La Rete, in collaborazione con il Comune di Brescia e la Fondazione Comunità Bresciana, e con l'adesione del Tavolo per il Contrasto alla Grave Emarginazione, organizza la proiezione del film "Gli invisibili", di Oren Moverman, con Richard Gere, alle ore 21  al Cinema Nuovo Eden, in via Nino Bixio 9 a Brescia (ingresso libero).
La serata si colloca all'interno delle iniziative per il 25° anniversario della costituzione della cooperativa La Rete e propone, insieme alla denuncia delle condizioni di grave emarginazione di cui sono vittime almeno 50 mila persone solo in  Italia, un momento di partecipazione alle iniziative delle organizzazioni che ogni giorno si confrontano con storie come quella narrata nel film, vite che rimangono ai margini anche dell’attenzione, spesso sconosciute a chi non se ne occupa direttamente.

Durante la serata sarà possibile partecipare alla raccolta di donazioni volontarie per il Fondo Marginalità istituito dalla Fondazione Comunità Bresciana, per sostenere ed assistere persone e famiglie in condizione di estrema povertà nel nostro territorio.

"Time Out of Mind", docufilm indipendente, realizzato nel 2014 per le vie di New York, è uscito in Italia lo scorso giungo con il titolo “Gli invisibili”, presentato al Festival di Taormina, nell’ambito della sezione dedicata ai grandi temi sociali che ha uno spazio riservato nell’ambito della nota manifestazione cinematografica.

La presentazione in Italia del film ha quindi accompagnato l’avvio della campagna #Homeless Zero lanciata da fio.PSD (Federazione Italiana degli Organismi per le Persone Senza Dimora) e patrocinata dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per la realizzazione di misure e interventi contenuti nelle “Linee di Indirizzo per il Contrasto alla Grave Emarginazione Adulta in Italia”.

Richard Gere, protagonista del film nei panni di un uomo che, senza un posto dove andare, si ritrova alla deriva nelle strade inospitali di New York e cerca rifugio al Bellevue Hospital, il più grande centro di accoglienza per senzatetto di Manatthan, è diventato il testimonial di tutte le persone che vivono ai margini della società e ha aderito alla campagna che vuole ridare loro dignità e voce

Richard Gere promuove la campagna #HomelessZero

Laboratorio di Teatro Integrato e Aperto

La Rete incontra Somebody Teatro delle Diversità un progetto educativo di teatro integrato coordinato da Beatrice Faedi e aperto a tutti:  Un progetto che ha come tema dominante la diversa abilità di ognuno,un progetto per la città e la sua comunità, dunque aperto e non referenziale, con porte aperte per passaggi, soste e collaborazioni. Un progetto con la doppia ambizione di radicarsi nel territorio partendo dalle realtà che vi operano ed aprire le braccia all'ascolto e allo scambio con realtà oltre confine che siano d'esempio e stimolo, con una particolare attenzione all'eccezionalità di certe vite e di certe visioni.

L'incontro fra Somebody Teatro delle diversità e la cooperativa sociale La Rete nasce dal dialogo che si è naturalmente instaurato fra due soggetti che hanno scoperto di essere “fatti l’uno per l’altro”.

Perché Somebody? Basta leggere come il Teatro delle diversità spiega il suo nome: «Somebody, qualcuno: pronome indefinito singolare; indefinito come tante storie che nell’anonimato sono di grandezza esemplare, come tanti eroi comuni dei quali nulla sappiamo, come le storie di chi prova e cerca di vivere una vita dignitosa guardando il presente e il futuro con disperata speranza. Ma si può anche usare questo termine in maniera assoluta “in questa società se non sei Qualcuno chi ti dà retta?”. Essere qualcuno dunque, essere riconoscibile, avere un ruolo che aggiunga importanza alla variegata gamma di possibilità di vita, ma essere qualcuno davvero e non grazie a una normalità codificata o una eccezionalità da copertina decisa da altri: questo è ciò che il progetto SOMEBODY si propone, sfidando ancora una volta i confortevoli parametri delle nostre coscienze».

E perché incontrare La Rete?

La Cooperativa La Rete diventa a tutti gli effetti la casa di SOMEBODY mettendo a disposizione uno dei suoi spazi per ospitare il LABORATORIO DI TEATRO INTEGRATO E APERTO. Per Somebody, ha senso diventare Qualcuno incontrando, scambiando racconti di esperienze e storie, ascoltando, partecipando.  Diventare Qualcuno di riconoscibile in mezzo agli altri. Somebody si propone di dare un’opportunità a tutte le realtà sociali che operano a Brescia e sul territorio e che hanno trovato nelle discipline artistiche -  teatro, musica, arti visive, danza – una maniera altra e alta di raccontare la diversità. Infatti, molti dei partecipanti alle attività del Teatro delle Diversità sono iscritti a servizi di formazione all’autonomia gestiti dalle cooperative sociali bresciane. Sarà così anche per il laboratorio che coinvolge, tra gli altri, gli ospiti dei servizi gestiti dalla Rete.

IL LABORATORIO DI TEATRO INTEGRATO E APERTO si svolge durante l’anno a partire da ottobre, le lezioni serali sono libere, aperte e gratuite fino a dicembre; a gennaio ci si iscrive con una quota simbolica e si debutta a maggio/giugno con la performance teatrale. Ad oggi è un’iniziativa volontaristica di chi lo conduce. La partecipazione è aperta a chiunque voglia sperimentare le dinamiche del linguaggio teatrale.

Per ogni informazione è possibile rivolgersi direttamente a Somebody Teatro delle Diversità.

Valeria Negrini presidente Federsolidarietà Lombardia

Dal 20 giugno 2016 la presidente della cooperativa La Rete Valeria Negrini è stata eletta presidente regionale di Federsolidarietà Lombardia che rappresenta ben 1154 cooperative associate, la più numerosa a livello italiano, con un fatturato di oltre 1,5 miliardi. Valeria Negrini, che ricoprirà la carica fino al 2018, subentra a Massimo Minelli, eletto alla presidenza di Confcooperative Lombardia lo scorso marzo.

Il vicepresidente della cooperativa La Rete Mauro Riccobelli, ha inviato a Valeria un messaggio augurale a nome di tutti i soci e lavoratori:

«Siamo certi che Valeria, come ha già fatto in tutti gli scorsi anni ricoprendo  diversi incarichi in Federsolidarietà a livello nazionale e locale, impegnandosi nel suo nuovo ruolo porterà  con sé anche un po' della nostra cooperativa e della nostra storia.  Questo nuovo prestigioso incarico affidato dal sistema cooperativo lombardo alla nostra presidente, rappresenta anche per tutta la nostra cooperativa un motivo di vanto ed una notevole opportunità di scambio e contatto con un osservatorio più ampio e competente rispetto alle importanti questioni riguardanti lo sviluppo del Welfare e dei servizi socio-sanitari regionali. Nel garantirle il nostro sostegno, auguriamo a Valeria di riuscire a raggiungere gli obiettivi del mandato, in particolare quello che lei stessa ha indicato con particolare rilievo: “continuare a tenere acceso il confronto con l’assessorato al Reddito di Autonomia e Inclusione sociale con cui proprio negli ultimi mesi si è riavviata un'interlocuzione frequente accanto al dialogo con l'Assessorato e la Direzione Generale al Welfare".

Augurandole buon lavoro, la ringraziamo per tutte le energie e la passione con la quale ha contribuito alla crescita e allo sviluppo della nostra impresa e ci ripromettiamo di mettere a frutto il tempo e le competenze che continuerà, in modi e ruoli nuovi, a riversare e mettere in circolo nella nostra realtà cooperativa».