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Sabato 10 maggio. La Biblioteca Vivente a Concesio, contro il pregiudizio e la discriminazione

La Cooperativa sociale La Rete partecipa all'iniziativa La Biblioteca vivente realizzata dalla Biblioteca del Comune di Concesio, in continuità con una collaborazione fondata su finalità culturali e sociali condivise. La biblioteca di lettura di Concesio rappresenta infatti un luogo aperto, di incontro e di aggregazione nel quale si praticano quotidianamente l'accoglienza e l'ascolto, offrendo ad ogni persona gli strumenti e le opportunità per accedere alla cultura, all'informazione e alla conoscenza nelle forme più ampie. La biblioteca è un punto di riferimento per tutti coloro che concepiscono la cultura come crescita collettiva oltre che individuale e come alimento per una comunità in cui si instaurino il dialogo e le relazioni solidali.

La Rete dà il proprio contributo ad una iniziativa che per la prima volta si realizza a Brescia, sperimentando una formula che si è affermata in tanti altri casi nel mondo si è dimostrata efficace nel contrasto alla discriminazione, una iniziativa che non guarda tanto al mercato culturale, ma punta a far crescere la cultura che nasce fra i cittadini, fra le persone, per coltivare le relazioni all'interno della comunità e dare espressione a tutte le risorse che racchiude.

La Biblioteca vivente è una proposta culturale che riveste particolare significato per la Cooperativa La Rete che non solo la sostiene organizzativamente, ma che partecipa con alcuni “libri viventi”, persone che raccontano come hanno incontrato e come hanno cercato di superare la discriminazione in alcune esperienze.

Una ragazza immigrata a Brescia dalla Serbia e un disoccupato senza dimora, che - entrambi - oggi lavorano nella cooperativa, racconteranno la loro storia, come gli operatori della cooperativa che lavorano per inserire al lavoro le persone svantaggiate, o che accompagnano nuclei familiari segnati da disagio e fragilità nelle abitazioni assegnate loro dai servizi sociali nelle case popolari, o che danno ascolto, sostegno e accoglienza a persone che vivono in strada, ai margini della società.

Anche gli operatori spesso incontrano la fatica della discriminazione subita da coloro dei quali si occupano e che li investe del suo riflesso, rendendo diffcile il loro compito e procurando anch'essa una ferita alla società civile che, meno accogliente, creando emarginazione e disagio diventa più fragile ed insicura.